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Creare un sito con l’intelligenza artificiale

Ho fatto creare un sito all’intelligenza artificiale. Poi l’ho messo accanto a uno vero.

Faccio siti web di mestiere, quindi partiamo dal conflitto di interessi: se l’AI facesse il mio lavoro meglio di me, questo articolo non converrebbe scriverlo. L’ho scritto lo stesso, perché il test l’ho fatto sul serio, stesso brief, stessa attività, e il risultato è più interessante di quello che pensavo.

Il test: 60 secondi contro 6 settimane

Il brief: un sito per un’impresa di pulizie civili e industriali in provincia di Varese. Lo stesso lavoro che abbiamo fatto davvero per AB Clean. Ho dato il brief a uno dei generatori AI più usati: in meno di un minuto avevo homepage, pagina servizi e contatti. Grafica pulita, testi in italiano corretto, persino una palette sensata.

Prima verità scomoda per la mia categoria: il risultato a colpo d’occhio non è imbarazzante. Se ti aspetti il disastro, resti deluso. I problemi sono sotto la superficie, ed è lì che si decide se un sito ti porta clienti o ti fa solo compagnia.

I sei problemi che non vedi al primo sguardo

1. I testi sono inventati.
Il sito parlava di “vent’anni di esperienza”, “team certificato” e servizi mai menzionati nel brief. L’AI non conosce l’azienda: riempie i vuoti con frasi plausibili. Su un sito vero quelle frasi si chiamano in un altro modo: informazioni false date ai clienti.

2. Le foto sono di un’altra azienda (che non esiste).
Operatori sorridenti in uffici americani, attrezzature mai viste in un cantiere italiano. Il visitatore magari non se ne accorge subito; il cliente che ti chiama e poi ti incontra, sì.

3. È il sito di chiunque, quindi di nessuno.
I generatori AI attingono tutti dagli stessi modelli: stesse strutture, stessi blocchi, stesse palette “sicure”, stesse foto stock. Il risultato è che il sito della tua impresa di pulizie è identico a quello di un’impresa di pulizie di Berlino, di un dentista di Madrid e di una startup di Austin, cambiano i testi, non l’identità.

E qui c’è il paradosso: il sito serve proprio a distinguerti da chi fa il tuo stesso mestiere a dieci chilometri da te. Un’identità aziendale, logo, colori, tono di voce, foto vere della tua squadra, è quello che fa dire al cliente “questi sono diversi” prima ancora di leggere una riga. Il sito generato dice il contrario: “siamo come tutti gli altri”. Nel nostro confronto era l’effetto più evidente: il sito vero di AB Clean si riconosce; quello AI potrebbe appartenere a chiunque, e infatti non appartiene a nessuno.

4. Per Google, il sito non esiste.
Title generici (“Home”), nessuna keyword, nessun riferimento locale: per la ricerca “impresa di pulizie Castellanza”, quella che porta clienti veri, il sito AI è invisibile. Contenuti generati dagli stessi modelli significa anche contenuti non originali: esattamente ciò che Google dichiara di penalizzare.

5. Privacy e cookie: zona disastro.
Nessuna privacy policy, nessun banner, modulo contatti che raccoglie dati senza consenso. In Italia significa essere fuori norma dal giorno uno, e le sanzioni GDPR non le paga il generatore.

6. Il sito non è tuo.
Dominio sulla piattaforma, contenuti sulla piattaforma, canone mensile per sempre. Smetti di pagare? Il sito sparisce. Un sito professionale su WordPress è di tua proprietà: dominio, hosting e contenuti intestati a te. È uno dei principi con cui lavoriamo.

Creare un sito con intelligenza artificiale MB Design

Quando il sito AI ha senso davvero

Onestamente: se stai partendo da zero, con budget zero, e ti serve solo un posto dove esistere mentre validi l’idea, un generatore AI è meglio di niente, e meglio di un cugino volenteroso. Anche noi usiamo l’AI ogni giorno: per analisi, bozze, automazioni. Il problema non è lo strumento: è consegnare allo strumento le decisioni che fanno la differenza tra un sito e un venditore che lavora per te.

Quando invece ti serve un sito vero

Se l’attività esiste, fattura e vive di clienti che ti devono trovare e scegliere, i sei punti sopra non sono dettagli: sono esattamente il lavoro. Capire cosa cercano i tuoi clienti, scrivere testi veri sulla tua azienda, farsi trovare per le ricerche giuste nella tua zona, essere a norma, possedere quello che paghi, e costruire un’immagine che sia tua: se l’identità non c’è ancora, si parte da lì.

Il sito di AB Clean fatto da noi intercetta le ricerche di chi cerca un’impresa di pulizie in zona e trasforma le visite in richieste di preventivo. Quello generato in 60 secondi era carino. Solo che non l’avrebbe mai visto nessuno, e chi l’avesse visto non avrebbe saputo dire di chi era.

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